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Sezione "Passi d'argento"
Il ministero della Salute e le Regioni italiane, tramite il Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ccm), stanno promuovendo la sperimentazione e la messa a regime di una serie di sistemi di sorveglianza su fasce di popolazione a rischio per motivi diversi. L’obiettivo è quello di seguire nel tempo l’evoluzione dei problemi e dei loro determinanti ma anche degli interventi messi in atto per prevenirli. Il ministero della Salute ha incaricato la Regione Umbria di definire un modello di indagine periodica, da far diventare eventualmente nazionale in un secondo momento, sulla qualità della vita nelle persone con più di 65 anni. Il progetto ha la durata di due anni (2008-2010). Dopo i 65 anni, progressivamente all’aumentare dell’età, cresce il rischio di malattia e di disabilità con perdita dell’autonomia e isolamento sociale. Inoltre, nel nostro Paese, come nella maggior parte dei Paesi industrializzati, si rileva un invecchiamento progressivo della popolazione. Per esempio, le persone con più di 65 anni sono ormai più del 20% della popolazione totale (erano meno del 18% nel 2001). Per queste due ragioni, la spesa sanitaria tende a concentrarsi sulle fasce d’età più avanzate: mediamente si impegna circa il 65% delle risorse del Servizio sanitario nazionale, più della metà dei ricoveri ospedalieri e circa il 70% della spesa farmaceutica.
Questa crescita rapida impone un’accelerazione nell’attuazione delle scelte di politiche sanitarie rivolte in modo specifico agli anziani fragili, intendendo con questo termine le persone anziane che presentano limiti nello svolgimento delle normali attività quotidiane come vestirsi o lavarsi. Identificare precocemente i primi segni di fragilità dell’anziano e mettere rapidamente in atto misure per ridurre gli effetti dei fattori che la determinano, migliora la qualità della vita delle persone con una certa età e diminuisce i costi dell’assistenza. Alcune Regioni più “vecchie” di altre, come la Liguria e l’Umbria hanno mostrato un interesse particolare in questo progetto del Ccm.
Le rilevazioni statistiche periodiche degli istituti ufficiali e degli osservatori specializzati hanno alcune caratteristiche che non permettono di avere informazioni tempestive su alcuni alcuni argomenti specifici per questo tipo di popolazione (per esempio percepire come un disagio le difficoltà di masticazione, vista e altro) e comunque non raggiungono un dettaglio tale da permettere una programmazione sulle priorità a livello di Aziende sanitarie locali.
Per seguire in maniera continuativa la salute degli anziani è necessario raccogliere indicatori sulla popolazione generale, indicatori che, essendo sensibili al cambiamento nel tempo, rappresentano bene l’evoluzione dei fattori determinanti dell’autosufficienza ma anche della penetrazione degli interventi che i diversi operatori, sanitari e sociali, e le famiglie mettono in atto per prevenire i problemi negli anziani fragili. Il progetto serve quindi per sperimentare questi indicatori e per vedere quanto siano in grado di rappresentare fedelmente la situazione degli anziani che evolve in maniera così rapida.
Essendo un sistema di sorveglianza di popolazione le Unità aziendali di epidemiologia coordineranno il progetto per le singole Asl, mentre la Asl 4 dell’Umbria, visto che ha già effettuato lo studio pilota con il Cnesps, gestirà il progetto a livello regionale. La novità, richiesta anche dal ministero della Salute, è che l’indagine si svolgerà grazie all’azione congiunta degli operatori sociali e degli operatori sanitari delle Aziende sanitarie. Questi stessi servizi saranno anche gli utilizzatori principali dei risultati dello studio.
L’indagine è uno studio trasversale ripetibile nel tempo (survey), basata su un questionario strutturato che sarà messo a punto con il Cnesps sulle basi di indagini nazionali e internazionali di già provata validità
· lo studio fornirà una fotografia della situazione di ciascuna Azienda sanitaria. Per far questo sarà necessario intervistare un numero di anziani che si aggirerà intorno alle 200 persone per Azienda sanitaria, estratte a caso dall’anagrafe sanitaria
· l’intervista sarà fatta direttamente (faccia a faccia) alle persone estratte come campione (negli anziani non funziona l’intervista telefonica), previa comunicazione scritta all’intervistato e al medico di famiglia
· i dati saranno inseriti dagli operatori delle Unità di epidemiologia in un software unico, e l’analisi dei dati sarà svolta dalle stesse Unità Operative e ragionata insieme alle Unità Operative del sociale e al Cnesps
· i rapporti saranno redatti e resi utilizzabili a livello aziendale
· l’analisi finale di processo e della validità del modello sarà effettuata in collaborazione con il Cnesps e il Ccm.
Le interviste saranno anonime e tutti i riferimenti iniziali per identificare le persone da intervistare saranno distrutti prima di inserire i dati sul computer. In ogni caso, l’operatore chiederà alle persone un consenso all’intervista, specificando che questa può essere rifiutata o interrotta in qualsiasi momento.
La Regione Umbria e le altre Regioni partecipanti,tra queste la Regione Sicilia, alla fine dei due anni previsti, presenteranno i risultati di questa sperimentazione alle altre Regioni e al Ccm, che decideranno, in base a diversi criteri (fra cui la sostenibilità e l’utilità dei dati) di proseguire periodicamente la raccolta e l’analisi dei dati della situazione degli anziani.
Il progetto prevede la formazione dei referenti e degli operatori sanitari e sociali svolta al Cefpas .E' stata prevista la possibilità di scaricare dal web il materiale del corso , previa il rilascio di una password comunicata in sede di formazione ai partecipanti al corso.
A seguito dei risultati ottenuti con lo studio pilota, il questionario è stato recentemente modificato e trasformato in una nuova versione
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